☆ recensioni del donkey challenge: le ciccionate nei migliori ristoranti di cagliari e della sardegna ☆ powered by seudeu.com ☆
ott 29 2011

Principi di Dan – Cagliari

 Scritto da Ettore | 15 commenti | Commenta
Principi di Dan - Via Napoli

Principi di Dan – Via Napoli

 

I Principi di Dan, nome che trae ispirazione dal romanzo di Leonardo Melis, sempre abile nel proporre affascinanti reinterpretazioni della storia, erano gli
Shar-dana, i gloriosi antichi Sardi, che hanno spesso determinato le glorie degli eserciti degli antichi Egizi e condiviso i segreti dei figli d’Israele, stabilendo così un asse virtuale tra la nostra isola e la terra Santa.
Sabato 29 ottobre, ore 13:00: non è un caso che tre esemplari di raziocinio ainìno si ritrovino per il consueto rito settimanale nel quartiere storico Marina di Cagliari, nei pressi della Piazza San Sepolcro, e precisamente nella via Napoli, luogo di passaggio di turisti e di piriccocco esotico(cit.), in un’atmosfera che echeggia di gloriose avventure (dell’ Ing. Marrocu), allo stesso modo in cui gloriosa sarà l’ennesimo sacrificio culinario alla ricerca di sapori nuovi e antichi tra le mura cagliaritane.

Principi di Dan - Interno

Principi di Dan – Interno

 

Per dovere di cronaca dobbiamo segnalare l’inspiegabile ritardo del noto Triumviro Marrocu convinto, a suo dire di dover raggiungere il resto della carovana asinìna in un presunto poco rotondo orario delle 13:30: che Dio lo perdoni… Alle 13:15 il Triumvirato al completo varca i cancelli dell’altisonante locale.
Veniamo accolti da un corpulento cameriere, la cui fisicità ricorda proprio quella di un antico guerriero e veniamo fatti accomodare in una sala che ha le sembianze più un corridoio, spezzato nella lunghezza da volte a crociera, con le pareti rivestite di mattoncini, che ricordano la Metro londinese, illuminato con moderne luci d’ambiente e fari appesi al soffitto sopra eleganti tavoli in ferro battuto, approssimativamente apparecchiati con poco eleganti micro tovaglie di carta.

Principi di Dan - Fantasie di terra

Principi di Dan – Fantasie di terra

 

Così come l’omonimo romanzo riesce a suggestionare l’immaginazione del lettore e a insinuare il dubbio di biblici collegamenti tra la storia degli antichi guerrieri sardi e il regno d’Israele, allo stesso modo l’ambientazione e il personale riescono a creare un’atmosfera enigmatica per la quale i burricchi perdono il senso dell’ordine delle cose, soprattutto la differenza tra i vari tipi di portate che scandiscono i tempi di un pasto.
La soluzione proposta dal cameriere per il pranzo consta di un piatto composto di fantasie di terra, accompagnato da vino della casa ad un prezzo fisso. La proposta appare troppo poco copmplessa per i voraci Burricchi che chiedono ed ottengono un’integrazione di un tagliere di affumicati di mare.

Principi di Dan - Salse varie

Principi di Dan – Salse varie

 

Non ci viene proposta una vera e propria carta dei vini, ma solo del vino di proprietà di una cantina privata della vicina Quartu Sant’Elena, ottenuto da uva Cannonau, e nonostante ci sia stato assicurato di non provenire da alcuna cantina sociale, il sapore degli additivi sicuramente ha tradito ogni aspettativa di genuinità e gusto.
La fantasia di terra consiste in un assaggio di tre diversi tipi di pecorino di diversa stagionatura (ottimi), della ricotta affumicata (eccellente), della lonza di maiale(mustela) della pancetta e del prosciutto crudo, una piccola frittata di verdure (dal sapore non indimenticabile) e una piccola panada con patate, carciofi e carne di agnello (buonissima), il tutto disposto intorno a una ciotola di semplice ma molto saporita lattuga. Segnaliamo l’ottimo olio d’oliva Ghermanu dell’azienda agricola di tale Giuliana Puligheddu, più volte decorata con diversi premi internazionali per i propri prodotti.

Principi di Dan - Tagliere di mare

Principi di Dan – Tagliere di mare

 

Terminate le fantasie di terra i Donkeys passano ad assaporare i sapori di mare. Il passaggio non è garantito da un probabilmente più consono sorbetto al limone, ma da una meno comune varietà di salse da consumarsi con l’ottimo pane cifraxiu che chi vi scrive ha gradito assai: marmellata di peperoni, crema di carciofi, funghi sott’olio, pomodori secchi. Degna di nota solamente la crema di carciofi. I sapori di mare vengono presentati su un ampio tagliere diviso in tre zone: carpaccio di tonno, carpaccio di pesce spada e carpaccio di marlin, accompagnati da tre ciotole con fette di bottarga, alici sott’olio e una salsa non ben identificata dai vari sapori tra cui spicca quello delle cipolle in agrodolce.

Principi di Dan - Dolci e moscato

Principi di Dan – Dolci e moscato

 

Consumato a fatica il tagliere di affumicati, il cameriere ci propone come dessert un assaggio di dolci tipici sardi rivisitati con l’aggiunta di cioccolato bianco. Tra questi menzioniamo aranzadas, pabassinas, gueffus con glassa di mirto, bianchini e due dolci a base di noci.
Ha accompagnato quest’ultimo round un moscato dal colore e dal sapore non eccessivamente accesi, così come non abbiamo rilevato particolari note di merito nei dolci assaporati.
Il pranzo si è concluso con un costo pro-somaro di circa 24€ a testa, da ritenersi in generale adeguato per la quantità di cibo ingerito.
Possiamo definire i Principi di Dan una esperienza culinaria diversa dal comune pasto, particolarmente indicato per chi vuole assaporare i sapori dell’antica tradizione agro pastorale, in particolare de su smurzu, lo spuntino dei pastori di mezza mattina.
Troviamo invece difficoltà a inserirlo nella nostra classifica, in quanto lo riteniamo non classificabile nell’ambito della ristorazione classica, per l’oggettiva mancanza di una cucina capace di produrre pietanze calde, primi piatti soprattutto, nonostante l’offerta del maialetto arrosto che sempre è gradito ai turisti non isolani, ma allo stesso tempo riteniamo l’offerta del locale molto interessante, soprattutto occasionalmente, sia per la genuinità dei sapori, sia per la spesa contenuta, particolare questo che stimolerà senza dubbio l’interesse della parte più parsimoniosa dei nostri lettori.

 


VALUTAZIONE “Principi di Dan”: Burriccu ponpon.
 Principi di Dan Indirizzo: Via Napoli 77, Cagliari
Telefono: 0702047031    [mostra in google maps]
 

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ott 27 2011

Ristorante Sa Domu Sarda – Cagliari

 Scritto da Jesus | 1 commento | Commenta
Sa Domu Sarda - Insegna

Sa Domu Sarda – Insegna

 
Arriva l’Autunno, vestito di gelido tepore. Arriva l’Autunno, accarezzato dalla disattenta premura degli affaccendati cagliaritani, insensibili al piacere umido della nuova stagione, pronti a trascinare e confondere nell’oblio ogni voce ed ogni volto del lor pur breve passato, aggrappati al veloce sfumar dell’asfalto, nell’ipnotico piacere dell’attesa di casa.

Arriva spedita l’auto bicolore del Raschione Ettore, incidentalmente incontrando il caotico tramestio della Piazza Yenner, unione e diaspora, poco dopo l’imbrunire di un insolito martedì di Ottobre – insolito per le burricche abitudini, come i nostri più attenti lettori potranno notare -, di cento anime e di mille diffusi bagliori, mal amalgamati, nell’entropico e quasi erotico delirio di quell’aura sanza tempo tinta. Qui e adesso!

Sa Domu Sarda - Interno

Sa Domu Sarda – Interno

 

Arrivan quindi Jesus ed il Raschione, persuasi e piegati anch’essi all’irrinunciabile vortice della alimentare passione, nell’attesa di conquistar l’alta magione che li attende, nel pieno sereno vivere di un non inatteso tumulto cittadino:

«ma si bogais de mesu tutti quanti, che dobbiamo andare a mangiare… rispetta lo stop, carognaaaa!».

Allorquando infine, fortunosamente accomodata la variopinta utilitaria e raggiunta la poco distante Via Sassari, sopraggiungeva l’Ingegner Marrocu il quale, mettendo in pratica i suoi non più recentissimi studi, decretava che i 4 metri della sua navigata autovettura, non erano probabilisticamente alloggiabili nei 360 centimetri del parcheggio libero, giusto in fronte al ristorante scelto per la serata, una nuova ciccionata avrebbe, di lì a poco, avuto inizio.

Sa Domu Sarda - Antipasti di terra

Sa Domu Sarda – Antipasti di terra

 

Sa Domu Sarda. La casa sarda; accogliente rifugio, rassicurante Tempio del focolare che, varcata la soglia, il periglioso fuori disperde.
Scompariva allora il periglioso fuori, per i tre Triumviri ufficiali, in quel di Cagliari verso le nove della sera. Ad accoglierli, pochi istanti prima, era stata la targa del ristorante, saldamente fissata sulla facciata di via Sassari che, con giustificato orgoglio, ostentava il felice distinguersi del locale, nella guida “Osterie d’Italia 2011″.
Il primo impatto estetico che ci regala “Sa Domu Sarda”, è di certo quello di un’elegante abitazione rurale dei primi decenni secolo scorso.

 

Sa Domu Sarda - Fregola ai sizzigorrus

Sa Domu Sarda – Fregola ai sizzigorrus

 

Oltre l’uscio d’ingresso, l’avventore è accolto in una piccola sala con una ventina di coperti, arredata in stile spartano/rustico: soffitto in legno, pavimento di colore bruno, tavoli e sedie in arte povera, splendida credenza del ’900, caratteristiche damigiane di varie dimensioni costipate di tappi in sughero, mensole, suppellettili e attrezzi di estrazione spiccatamente contadina.
Più all’interno, troviamo una ben più ampia ma meno caratteristica sala, sormontata da splendidi archi a volta in pietra ed impreziosita con l’esibizione di alcuni costumi del folklore nostrano. Complessivamente l’ambiente appare gradevole e familiare.

 

Sa Domu Sarda - Fregola carciofi pecorino

Sa Domu Sarda – Fregola carciofi pecorino

 

Il servizio in sala, senza particolari pretese di puntualità e sollecitudine, è garantito da due giovinetti. Una graziosa e frenetica signorina, e un ben più rilassato ragazzo, sulla ventina.

Accomodati al loro tavolo, prima di procedere con le ordinazioni, gli ainini commensali potevano amabilmente disquisire sulle mirabolanti avventure dell’Ingegner Marrocu, recentemente protagonista di una annunciata e consumata escursione per alcune celeberrime città a vocazione turistica, nella parte più occidentale della vecchia ed amata Europa (escursione conclusasi il giorno prima).

 

Sa Domu Sarda - Culurgiones noci e pinoli

Sa Domu Sarda – Culurgiones noci e pinoli

 

Mirabolanti avventure, che invero non potranno essere comprovate da alcun supporto di natura fotografica, a causa di un concomitante quanto singolare inconveniente, occorso alla memoria SD della macchina digitale dello stimato Triumviro.
Il ristorante “Sa Domu Sarda” ha un menu essenzialmente di terra, particolarmente invitante in uggiose serate autunnali quali quella della ciccionata in esame. Imprescindibile nettare scelto per l’occasione, un inebriante e corposo vino rosso: cannonau Nepente DOC della cantina sociale di Oliena, stappato e servito, a dire il vero, con non adeguata e rituale attenzione.

 

Sa Domu Sarda - Stufato di Asino

Sa Domu Sarda – Stufato di Asino

 

Gli antipasti misti, ordinati come esordio dell’abbondante cena, sono stati piuttosto positivi e in linea con l’ortodossia della tradizione contadina sarda: tagliere di salumi (salamino stagionato e prosciutto crudo), ricotta affumicata, eccellente crema di pecorino piccate, buona salsiccia con cavoli, melanzane alla “carrettonera” con peperoni, mediocre favata con guanciale di maiale e, per concludere, spettacolari sizzigorrus (lumache) al sugo, espressamente richiesti come supplemento ai penta-antipasti di base. Da menzionare, infine, le ottime bruschette all’olio d’oliva, che accompagnavano felicemente il tutto.

 

Sa Domu Sarda - Panna cotta

Sa Domu Sarda – Panna cotta

 

Sottolineiamo, a questo punto, che sarebbe potuta essere conveniente e gradita, nel contesto della presentazione degli antipasti, una didascalica esemplificazione dei piatti, per erudire i curiosi ed ainini commensali sulla origine e provenienza delle varie pietanze assaggiate. Attenzione questa che, ahimè, non v’è stata.
Primi piatti differenziati per ciascheduno dei commensali, e così distribuiti: Culurgiones artigianali con noci e pinoli per Jesus (un po’ troppo al dente), Fregola allo zafferano, carciofi e pecorino per Ettore, Fregola a is sizzigorrus per l’Ingegner Marrocu. Complessivamente buoni, ma al di sotto di quello che ci si sarebbe aspettato in virtù dell’altisonanza della preparazione.

Sa Domu Sarda - Sebada

Sa Domu Sarda – Sebada

Sa Domu Sarda - Crema catalana

Crema catalana

 

Sacrilega e imperdonabile la scelta e l’esecuzione del secondo piatto, inteso come breve assaggio dopo le abbondanti libagioni che l’avevan preceduto. Imperdonabile per i Triumviri dal punto di vista etico, perché scientemente oltrepassava la soglia del cannibalismo:  carne di burriccu a “succhittu” (stufato). Imperdonabile per il cuoco che, con un fastidiosissimo eccesso di salatura del condimento, ha reso vano e intollerabile l’equide, fraterno sacrificio. Bruceremo tutti tra le fiamme de su forru!

Sa Domu Sarda - Nepente D'Annunzio

Sa Domu Sarda – Nepente D'Annunzio

 

Infine i dolci, anch’essi articolati in tre differenti scelte da parte dei burricchi, concludevano dignitosamente la cena e possono essere considerati complessivamente di buona fattura, anche se arrivati al tavolo con eccessivo ritardo. Crema catalana per l’Ingegner Marrocu, sebada al miele per il Raschione Ettore, panna cotta al creme caramel per Jesus, non assaporata con la giusta concentrazione per effetto del fastidioso – almeno per lui – aroma, che sopraggiungeva dal miele caldo, condimento della sebada del Raschione. Il rude Jesus, non ama in effetti i gusti e gli aromi che possano ricondurre a un minimo ipotetico sentore di dolcezza, reale o metaforica.
La cena si concludeva qui. Costo complessivo della serata, 38€ cada/burriccu, da giudicarsi adeguato.
Sa Domu Sarda, è senza dubbio un punto di riferimento per chi vuole assaporare l’atmosfera e i sapori dell’antica tradizione sarda. Il menù è piuttosto ampio e, nonostante questo, contempla rarità culinarie non facilmente disponibili alle cucine di altri ristoranti.
Purtroppo invero, un servizio non sempre all’altezza e qualche disattenzione di troppo nella preparazione delle pietanze, ci impediscono di ascendere il locale, alla gloria della nostra benevolenza.


VALUTAZIONE “Sa Domu Sarda”: Due Burricchi.
Ristorante Sa Domu Sarda Indirizzo: Via Sassari 51, Cagliari
Telefono: 070653400    [mostra in google maps]
 

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ott 16 2011

Ristorante PerBacco – Cagliari

 Scritto da Jesus | 7 commenti | Commenta

PerBacco – Chiesa S.Efisio

 
Perbacco! Parbleu! By Jove!

Per – Bacco. Per te, solenne Dio del Piacere, estatico ΒάκχοςDioniso, gaudente e lascivo custode di non effimera felicità, origine e fonte di arti, di passioni, di verità, di vita;
tu che all’eccesso conduci, tu che ci guidi oltre la soglia dei nostri limiti terreni, spalanca a noi, tuoi figli diletti, le porte del regno dorato, accoglici tra i frutti del tuo licenzioso giardino, inondaci col nettare del divino spirito e mostraci, infine, la natura della incorrotta esistenza, dispersa e costretta nella penombra del nostro vivere, lontana prigione, celata alla luce del probo umano divenire.
 

PerBacco – Ingresso

 

Sabato sera. Cagliari, ore 21.
L’eco ininterrotto dei rintocchi sui campanili gemelli della collegiata di Sant’Anna, imponente ed elegante Tempio del XVIII secolo in stile barocco – riedificato dopo i “sobri” orrori della Guerra Mondiale II – , accoglie lo spedito, impaziente incedere di Jesus e del Raschione Ettore.
Come novelli Acete e Licabante,  feroci pirati nel mare infinito della libido, i due navigati Triumviri si dirigono verso il prossimo prigioniero della loro passione, in attesa di ricongiungersi con il terzo bucaniere ufficiale, l’Ing.Marrocu, fiero predone alimentare, dalla barba incolta e dal portamento da ammiraglio.
 

PerBacco – Interno

 

Splendida, meravigliosa Stampace. Strette stradine dai suggestivi colori, pittoreschi angiporto, inebrianti profumi di cucina, voci vicine e lontane di rumorosi focolari, lunghe scalinate, anfratti che si aprono su piccole affascinanti piazze, per svelare chiese dalla storia romantica e antica.
In tal siffatta cornice, fiabescamente sfumata dalle ombre e dai colori della luna piena, nella Via Santa Restituta, compare l’uscio in ferro del Ristorante enocaffetteria PerBacco, poco distante dal santuario innalzato alla gloria di Sant.Efisio, liturgico epicentro della celeberrima Sagra.
Un opulento viso color vinaccia, ornato di pampini d’uva e stilizzato su una morigerata piastra di colore bianco latte, invita i viandanti ad interrompere il loro errante cammino e a varcar la soglia del Tempio del piacere.

PerBacco – Antipasti

 

Ed ecco quindi i Tre avventurieri Burricchi, rapiti nel ventre della locanda dedicata alla loro vittima, il giorno successivo al dissoluto rituale chiamato Oktoberfest, surrogato in Cagliari e consumato anch’esso in lode al Dio Bacco, che oggi e sempre, qui onoriamo.
Il locale è un delizioso “bugigattolo” di pochi metri quadri, architettonicamente ben organizzato, distribuito su due ambienti e concepito nell’idea di unire un’anima di antica taverna – articolata con pareti in pietra, pavimento in finto parquet e vari decori in stile antico – , con arredi dalle caratteristiche più moderne, come il bancone del bar all’ingresso, vezzosi scacciapensieri appesi, eleganti pannelli lungo il soffitto in legno, che coprono il sistema di condizionamento e arricchiscono l’atmosfera con numerosi e ben dosati punti luce. Dai confini della sala interna, discretamente, arrivano gradevoli i profumi e i rumori della cucina.

PerBacco – Tagliolini broccoli bottarga noci

 

“Discreto”, è un aggettivo che è ricorso spesso durante l’incedere della cena, per descrivere un atteggiamento e una filosofia che, partendo dall’ambientazione sobria e ben curata del ristorante, ha interessato la misurata gentilezza dell’unica cameriera in sala e, soprattutto, la delicata compostezza negli ingredienti di ciascuna delle buonissime portate assaggiate; di certo, tutto questo è da mettere in relazione alla amabilissima e muliebre essenza della totalità del personale.
Meno discrete, invero, talune sguaiate avventrici presenti, chiassosamente e non riservatamente interessate a opulenti accessori e oggetti di lusso.
 

PerBacco – Orata funghi porcini

 

Ancora convalescenti per i postumi della sbornia della sera prima, i Triumviri scelgono comunque – come irrinunciabile pro forma – il vino della serata, dalla ben fornita cantina del ristorante: vermentino di Gallura D.O.C.G. Canayli, praticamente inservito dopo il brindisi iniziale e consumato giusto per metà.
Dopo una non brevissima attesa – di certo cagionata dal certosino allestimento dei piatti preparati al momento e non precotti – i tre Burricchi venivano deliziati con una degustazione di quattro antipasti di rara fattura: eccezionali cozze primavera dall’intenso sapore di mare, affogate in vellutata di zucca e servite su letto di rucola, superbo tortino di polpo, patate e rucola con decoro di aceto balsamico, delicatissima burrida con noci e alloro, buonissime scaglie di bottarga su letto di insalata belga, di pregevole qualità e dal sapore altrettanto gradevole e delicato. Solenni!

PerBacco – Gambero imperiale

 

Da elogiare, inoltre, le raffinate ceramiche ed eleganti posate con le quali ciascheduna delle portate è stata piacevolmente presentata.
Il primo piatto, scelto dal non amplissimo menu  (questo è nell’attenzione dei più ricercati ristoranti un fattore positivo, indice di non sistematicità industriale della cucina) è stato comune ai tre ainini commensali: tagliolini ai broccoli, noci e bottarga. Nonostante Jesus e l’Ing.Marrocu non siano in generale particolarmente amanti del broccolo, come condimento per la pasta, il giudizio finale è stato unanime: equilibrio e gradevolezza dei singoli ingredienti. Nell’insieme, sinotticamente pregevoli!

PerBacco – Bavarese cioccolato pistacchi

 

Secondi piatti, invero, tralignanti l’indirizzo comune: stupefacente orata alla crema di funghi porcini per Jesus e il Raschione Ettore, maestosi gamberi imperiali con sugo piccante e pane carasau per l’ammiraglio Marrocu. Chapeau!
I dessert, a questo punto, non potevano essere da meno: bavarese al cioccolato e pistacchi per il Raschione, crema catalana per l’ingegner Marrocu, sublime panna cotta al creme caramel per Jesus. Il tutto accompagnato – con riferimento esclusivo al Raschione – da un «eccellente» moscato della casa. Nessun caffè o altri elementi di trasfigurazione alcolica, ahimè, per le succitate ragioni.
 

PerBacco – Panna cotta al caramello

 

Un fragoroso ed accidentale vibrare di cristallo, prodotto da uno scomposto impatto della forchetta dell’Ing.Marrocu contro il bicchiere ormai vuoto decretava, a mo’ di gong orientale,  la fine delle ostilità alimentari.
Costo complessivo pro-capite della cena 52€ cadauno, certamente adeguati alla qualità del servizio e alle prelibatezze consumate. Come nota di costume, segnaliamo la gentilezza e l’attenzione della cuoca che, a fine serata, consumate le ultime fatiche della cena, ha fatto il giro dei tavoli per verificare personalmente il livello di gradimento della cucina, ricevendo i personali complimenti dei Triumviri.

 
Sinossi conclusiva di facile svolgimento. Il Ristorante PerBacco è un diadema incastonato nella splendida cornice del quartiere di Stampace. L’ambientazione, suggestiva, intima e signorile, e la gradevolezza del servizio, ne fanno un invitante nido per consumare romantiche serate in compagnia. Ineccepibile la cucina, capace di individuare per ciascun piatto proposto il giusto equilibrio delle dosi e dei sapori, nella chiave della più raffinata espressione dell’alta scuola culinaria. Quattro burricchi.


VALUTAZIONE “PerBacco”: Quattro Burricchi.
Ristorante PerBacco Indirizzo: Via Santa Restituta 72, Cagliari
Telefono: 070651667    [mostra in google maps]
 

 


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ott 9 2011

Ristorante S’Arcunieri – Cagliari

 Scritto da Jesus | 10 commenti | Commenta

S'Arcunieri – Ettore Ing.Marrocu


Si leva alta la tela del cielo, sopra l’orizzonte dei primi veri freddi giorni d’autunno.
Entro la cornice dorata delle emozionanti Romanze firmate Donkey Challege, una nuova pioggia di tempere colorate, tratteggia l’avventura pomeridiana di un Sabato d’Ottobre ricco di proponimenti e aspettative.
Ricco come la bianca luce del sole – solenne e mistico simbolo della vita nel fecondo dominio della Dea Madre -, si eleva alto verso il luminoso Sud, il fiammeggiate carro del Dio Apollo, dispensando senza parsimonia alcuna (o se volete, senza susunkaggine) l’interminato calore dell’esistenza umana.

S'Arcunieri – Interno


E’ calore di passione, di dissoluta lussuria, consumata nella sintesi dell’iride, nella ipostatica concupiscenza per Iris, messaggera degli Dei, mitologica amante dalle splendide ali dorate.
Albedica, scostumata passione, capace di dissolversi, nell’infinito riverbero dell’arcobaleno, per un sol breve e geloso piangere della tormentata Terra in cielo.
Di questa antica passione parliamo oggi, partendo dal quasi anonimo ingresso del  Ristorante “S’Arcunieri” (l’arcobaleno, nel dialetto di Escolca), sito in Cagliari nell’ampia e centralissima Via Sant’Avendrace.

S'Arcunieri – Antipasti di mare


Sono le costose “polo” Lacoste dello ieratico Ing.Marrocu e dell’impaziente Raschione Ettore a sottrarsi per prime, di fronte allo stilizzato simbolo del locale, al normalizzante e passionale abbraccio dei due amanti, esprimendo una individualità cromatica che solo l’insana sensibilità del
– come ormai spesso, parsimoniosamente assente – Burriccu Pg, riuscirebbe a descrivere con adeguata efficacia.
All’interno del ristorante, splendide pareti accese da fulve tonalità del giallo e dell’arancio, istoriano, con polisemiche rappresentazioni del greco Helios (Ἥλιος), l’improvvisata leggenda che vi abbiamo fin qui narrato.

S'Arcunieri - Polpette Gamberi Bottarga Cozze

S'Arcunieri – Polpette Gamberi Bottarga Cozze


L’aedo Jesus, accompagnato una volta di più dal gradito ospite auriga, Ing. VO, Il Raschione Ettore e l’Ing. Marrocu, si accomodavano quindi, sul morire della mattinata di Sabato – e venti minuti in anticipo rispetto alla prenotazione -, nelle imponenti sedie in legno massiccio del locale. La luminosa atmosfera, nel suo complesso, era sostenuta dal sapiente e distribuito utilizzo di eleganti punti luce, adornati da piccole plafoniere, garbatamente personalizzate.
Molto ben esteticamente integrati, ma non altrettanto contestualizzabili, fan bella mostra di sé alcuni riferimenti artistici alla lontana terra africana.

S'Arcunieri – Spaghetti al nero di seppia e ricci


Il servizio in sala era garantito da un unico gentile, preparato ed attentissimo, cameriere di origini venete – che il sempre perspicace Jesus riconosceva come romagnolo! – il quale, appena preso possesso del nostro tavolo, ci intratteneva con l’assaggio della prima delizia della giornata: pane carasau, accompagnato da salsetta con olio e pomodori ciliegini tritati. Talmente squisita nella sua semplicità, da poter affermare che possa valer la pena visitare “S’Arcunieri” esclusivamente per assaporare tale primizia!
Dopo la scelta del vino, un ineccepibile vermentino superiore IGT Colli del Limbara “Ruinas”, delle cantine Depperu, potevano arrivare i primi concordati antipasti di mare, serviti, come del resto tutte le altre pietanze, su signorili maioliche color nero lucido, in ricercato e antitetico contraltare con l’iridescente filosofia del ristorante. Che classe!

S'Arcunieri – Risotto al profumo di mare


Gli antipasti, dosatamente abbondanti, di ottima fattura e indiscussa originalità, si articolavano quindi in: culurgiones fritti con spruzzata di bottarga, polpi alla diavola, pesce spada con croccante fritto, polpette fritte di salmone, insalata di gamberi, rucola, pomodorini e aceto balsamico, sfoglie di bottarga con pomodoro, zuppa piccante di cozze.
A questo punto dobbiamo rilevare un incidente formale e sostanziale, da parte della cucina, nel presentare il primo piatto, comune ai quattro asinini commensali: spaghetti al nero di seppia e ricci di mare, che sarebbero apparsi di certo superbi, se non fossero stati conditi con una fastidiosa
– e presumiamo accidentale – generosità di sale. Se questo non ha impedito a Jesus, al Raschione Ettore e il V.O. di divorare comunque, e con voracità, gli spaghetti, il raffinato palato del querulo Ing.Marrocu è stato irremovibile.

S'Arcunieri – Turbante di spigola ai gamberi


Informato della questione, il mortificato cameriere ha provveduto a compensare velocemente l’accaduto, presentando (a tutti gli astanti!) uno straordinario “Risotto al profumo di mare”, con gamberi, cozze, arselle seppie, tanto da riuscire a strappare, al tronfio ingegnere, la suggestiva metafora calcistica: «cosa si può dire a un calciatore che, dopo aver fatto autogol, dribbla tutta la difesa avversaria e segna un gol spettacolare all’incrocio dei pali?!»
Lineare ed imponente, invero, la presentazione del secondo piatto: turbante di spigola su vellutata di zucchine, gamberi e crema di ricci. Favoloso!
Il più che abbondante pranzo, articolatosi quindi in antipasti, due primi piatti e un secondo,  poteva concludersi con un dessert leggero – eccezionale crema di limone per Ettore, sorbetto per l’Ing.Marrocu -, vari caffè e iper-alcolico mirto della casa.
Costo conclusivo, 42€ cadauno, da ritenersi più che adeguato, anche in funzione delle due prestigiose bottiglie di vino stappate e consumate nel corso del pranzo.
E’ quindi facile la sinossi della esperienza ora riportata. Il ristorante “S’Arcunieri” è senza dubbio una piacevole e raffinata destinazione per chi vuole sperimentare una cucina di alto livello, originale ma ancorata alle lontane tradizioni isolane, in un ambiente luminoso ed accogliente. Veramente ottimo il servizio. L’unica pecca della serata, magistralmente superata dal personale, ci impedisce, nostro malgrado, di andar oltre nel nostro giudizio sintetico, che rimane comunque di primissimo ordine.


VALUTAZIONE “S’Arcunieri”: Tre Burricchi.
Ristorante S’Arcunieri Indirizzo: Via Sant’Avendrace 124, Cagliari
Telefono: 0707342706    [mostra in google maps]
 

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ott 3 2011

Ristorante Su Passu – Cagliari

 Scritto da Jesus | 15 commenti | Commenta
Su Passu - Interno

Su Passu – Interno

 

Veloce incede sulla strada; si ferma e accelera, osserva e ricupera. Curioso e indifferente, stralunato e attento. Il Passo… di Jesus.
Con sicurezza affonda. Irridente e impavido, l’avanti con bramosia attende, e mai si traversa a rimirar se stesso. Il Passo… del Raschione Ettore.
Incosciente ardisce. Solenne e altero, teatrale e indefesso. Il suo ego atteggia, di sè gioisce, del vicin s’indigna. Il Passo… dell’Ing.Marrocu.
Su Passu, il passo, il valico… Convergenza dello spazio infinito nella stretta puntualità del tempo, simbolo e democratica espressione del comune ineluttabile destino.

Su Passu - Ricotta uova di salmone fragole

Su Passu – Ricotta uova di salmone fragole

 

Interminata, interminabile Estate («ma candu accabbada!?»). Sabato notte; Jesus e il raschione Ettore soggiungono puntuali nella centralissima Via Pessina, in Cagliari, e stoicamente incontrano il di loro ineluttabile destino, che li attendeva celato all’ombra della notte. Destino alimentare, è ovvio..
Considerato il tepore di un clima caparbiamente aggrappato alle ultime tremanti illusioni della morta stagione, i due burricchi storici possono sfoggiare il meglio del loro guardaroba estivo. Completo ultra-firmato e costosissimo luxury Philip Watch al polso di Ettore, consueta tenuta simil-pedduzzone, con bermuda, maglietta, cappellino e ultimo schizofrenico tatuaggio, ostentatamente in bella mostra, per Jesus.

Su Passu - Carpaccio di pesce spada ananas

Su Passu – Carpaccio di pesce spada ananas

 

L’Ing.Marrocu, terzo triumviro ufficiale affianca in ultimo l’autovettura del Raschione, che nella circostanza, molto spontaneamente, s’era proposto come vettore di Jesus:

«ma dove m… si trova il locale???»
«giusto di fronte a lei, ingegnere!»

Ore ventuno circa. Sotto un’appariscente insegna in stile motor-cowntry – per certi versi incomprensibilmente disallineata rispetto al tema generale –   i tre affamati Triumviri, per l’occasione in formazione tipo, varcano finalmente la soglia del ristorante ”Su Passu“.

 

Su Passu - Involtini d'alga gamberi allo zenzero

Su Passu – Involtini d'alga gamberi allo zenzero

 

Gli spazi del locale sono topologicamente distribuiti su di un’unica e non molto estesa sala, che dal suggestivo ingresso sulla Via Pessina si estende linearmente ed elegantemente fino ad un aggraziato bancone alloggiato sul lato opposto.
Semplici e familiari, appaiono la decina di tavoli all’interno, mentre in stile pregevolmente moderno è il soffitto del ristorante, adornato con tre appariscenti rosoni stilizzati e in tinta laccato-bianca, sorretto da archi a volta e valorizzato da numerosi punti luce.
Tutt’attorno le pareti sono tinteggiate con tonalità dell’arancio e del giallo paglierino, sapientemente decorate con mensole, suppellettili ed inserti in pietra. Arricchiscono l’ambiente alcuni raffinati specchi in ferro battuto e graziose lavagne rettangolari, sulle quali vengono riportati i vari menu del giorno. Complessivamente lo stile è piuttosto ordinario nell’idea generale, ma molto curato nei dettagli, tanto da presentarsi con “passo” gradevolmente signorile.

Su Passu - Fregola alle aragostelle

Su Passu – Fregola alle aragostelle

 

Il servizio in sala è garantito da un gentilissimo ed attento gestore/cameriere – che visibilmente trasmette la passione e l’entusiasmo per il proprio lavoro – ed una più discreta e riservata cameriera – probabilmente oriunda -, dal conturbante fascino esotico («what an apricot!»).
Il menu del ristorante Su Passu, con particolare riferimento ai piatti di mare, è giornalmente variabile, in funzione dei prodotti freschi disponibili, approvvigionati la mattina stessa.
Dopo una breve simpatica schermaglia con il cameriere, ci lasciamo convincere nel farci trasportare dalla corrente emozionale e creativa dello/a chef.

 

Su Passu - Gamberi al cioccolato bianco

Su Passu – Gamberi al cioccolato bianco

 

Il vino scelto per la serata è un Vermentino di Gallura DOCG Canayli della “Cantina Gallura” di Tempio Pausania (ringraziamo Igor Usai per la segnalazione, ndr.). «Straordinario», come giudicato al culmine del consueto rituale dell’assaggio, prodotto dalla enfatica gestualità dell’Ing.Marrocu.
Anticipiamo da subito che, riguardo il compendio statistico dei piatti proposti dalla cucina del ristorante, non possiamo non rilevare un livello medio di poco inferiore al “superbo”, in termini di qualità delle materie prime, presentazione delle pietanze, originalità e tecnica di preparazione. Tale livello si è invero mantenuto, con varianza pressoché nulla, durante tutto l’incedere della cena.

Su Passu - Bis di semifreddi

Su Passu – Bis di semifreddi

 

Gli antipasti si articolavano quindi in un – non meglio definibile – baroccheggiante tris di mare, composto da:
ricotta densa con uova di salmone, bottarga, fragole e condimento d’alga marina, carpaccio di pesce spada su letto di lattuga, ananas, fiori di zucca e spruzzata di uova di sgombro, gamberi allo zenzero con base di foglie di banano, filetto e uova di sgombro, involtino di alga di Ross(?) con formaggio dolce, salmone e avocado. Gloriosi!
Il primo piatto, comune per tutti e tre gli equidi commensali, non era da meno: Sontuosa fregola artigianale con aragostelle, spruzzata di bottarga e tri-puntuale decoro al nero di seppia.

Su Passu - Fantasia di cioccolato

Su Passu – Fantasia di cioccolato

 


A dir poco “spirituale”, infine, il secondo piatto, che riusciva a far sollevare verso il cielo, in segno di pio ringraziamento, gli occhi – e le orecchie – dei pur navigati burricchi. Gamberi al cioccolato bianco su letto di arancia, guarnito con avocado, piccolo cachi e uova di sgombro: «Babbo ti ringrazio»!
Di ottima fattura, anche se forse un gradino al di sotto rispetto il livello delle pietanze fino allora servite, i dessert conclusivi:  bis di semifreddi al bacio perugina e alla frutta per il Raschione Ettore, fantasie – rispettivamente – di cioccolato e alla crema per Jesus e l’Ing. Marrocu.

Su Passu - Canayli

Su Passu – Canayli

 

Il pasto poteva dunque concludersi con l’assaggio di due eccellenti e corposi liquori siciliani alla liquirizia, per il Raschione e l’Ing. Marrocu, e di un moscato – forse a dire il vero servito un po’ troppo freddo, unica piccola ombra della serata – più caffè per Jesus.
Costo complessivo della cena 33€ cadauno, assolutamente ridicoli se paragonati alla qualità di cucina, servizio e gradevolezza ambientale – alla quale dobbiamo finanche ascrivere la piacevolezza dei frequentatori di sesso femminile del locale – subito arrotondati con venti euro di mancia.

Consideriamo quindi l’esperienza de “Su Passu”, a parte taluni trascurabilissimi dettagli, assolutamente  di altissimo livello, tanto da poter ascendere ai primi posti della mistica classifica asinina. Un ristorante dove l’attenzione per il cliente e l’amore per la cucina sono scontate prerogative di base.
Unico suggerimento che possiamo dare, dotare la sala di un opportuno strumento di riproduzione acustica, come amabile supporto alla pur molto curata ambientazione.


VALUTAZIONE “Su Passu”: Quattro Burricchi.
Ristorante Su Passu Indirizzo: Via Pessina 8, Cagliari
Telefono: 070301289    [mostra in google maps]
 

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