☆ recensioni del donkey challenge: le ciccionate nei migliori ristoranti di cagliari e della sardegna ☆ powered by seudeu.com ☆
feb 27 2011

Ristorante Il Corso, da Luciano – Cagliari

 Scritto da Jesus | 3 commenti | Commenta

Il Corso – Stampace


Giù per le strette stradine e i pittoreschi angiporto di Stampace, splendido ed elegante scorcio dell’ultima Cagliari dal sapore antico, discendevano con passo spedito, in questa fredda mattinata di fine Febbraio, i biumviri storici Jesus e Raschione Ettore, mentre ché divisavano il ridestare rapidamente, dal forzato e contingente stato di anacoreta urbano, il terzo Triumviro ufficiale, sempre stimato e ammirato Ing.Marrocu il quale, qualche tempo prima, aveva ricevuto dal Raschione volutamente capziose istruzioni su luogo e orario dell’incontro odierno; capziose perché l’arguto Ettore, valutando le ultime annuali statistiche sulla puntualità del solerte Ingegnere, aveva pensato bene di arrotondare, molto per difetto, il riferimento sull’ora stabilita con il gentile personale del ristorante “Il Corso”, all’atto della prenotazione.
Caso volesse invero, che per imponderabili e indeterministiche mutazioni dello spazio-tempo, l’Ingegnere si allineasse accidentalmente al fuso orario locale, tanto da poter per l’occasione – anziché l’inverso come sarebbe ben più naturale – sollecitare telefonicamente i suoi, di lì a poco, commensali attraverso il deciso esercizio della sua più amabile disciplina oratoria: «Ossuk….rua, ma innuik… seisi?»

Il Corso – Interno


Diamo ad ogni modo atto al Raschione Ettore di essersi prodotto, dopo il breve dialogico alterco seguito da un inarrestabile moto di orgoglio automobilistico, nel più ricercato e inarrivabile sforzo di individuare, a quell’ora e in quel luogo, una fruibile zona di sosta prolungata, il cui risvolto probabilistico potrebbe compararsi con la ragionevolezza di una improvvisa inedia del calciatore Adriano (o del più a voi noto burriccu Pg, per restare in tema di ciccioni insanabili).
Il Ristorante scelto per l’incontro, come accennato, porta con sé, monoliticamente, la stessa affascinante denominazione della via che lo ospita: il Corso Vittorio Emanuele, in Cagliari. Quartiere Stampace.
Ristorante “Il Corso”, per l’appunto, con una ulteriore appendice che evidenzia e sottolinea la gestione e la proprietà del locale: “da Luciano“.

Il Corso – Antipasti


E’ il sig. Luciano che gentilmente ci accoglie, e ci fa accomodare nell’unica mediamente spaziosa sala del ristorante.
L’aspetto è quello della più classica trattoria, pulita, ordinata, ma senza alcuna particolare pretesa stilistica o di ricercata atmosfera.
Una decina di tavoli apparecchiati su tovaglie rosse e verdi, che ricompongono il pensiero sull’idea di discreti tavoli da gioco; pareti ocra chiaro, cucina a vista e un unico giovane cameriere che raccoglie le richieste dei pochi avventori presenti, più energicamente assistiti dal sovrintendente proprietario.
Oltre che la dovuta gentilezza, la caratteristica peculiare (giudicate voi se positiva o meno) del ristorante “Il corso, da Luciano” è senza dubbio il piglio sbrigativo e la celerità ritmica con cui viene scandita la presentazione delle pietanze durante il pranzo.

Il Corso – Cozze Marinate


Appena dopo che l’ultimo burriccu si era accomodato al tavolo, infatti, al loro cospetto erano già stati sistemati tutta una serie di antipasti, senza che nessuno avesse accennato ad alcuna sorta di richiesta preferenziale.
Di buon grado i Triumviri accoglievano la risoluta iniziativa, quasi venisse ispirata da una lodevole interpretazione d’intenti o, se volete, da una felice premonizione in merito alle loro abitudini alimentari.
Rapidamente arrivavano poi, questa volta a richiesta, le bevande da accompagnarsi al pasto. Trattasi nello specifico, oltre che alle abituali acque minerali gassata e naturale, di un vinello bianco della casa, dal colore e dalla consistenza di poco dissimile a quelli dell’acqua corrente, e dal sapore che oserei definire “impenetrabile”.

Il Corso – Penne bottarga ricci caviale


Nulla di meno, nostro malgrado, possiamo affermare sulla serie di antipasti, la cui qualità, abbondanza, presentazione, marcatamente presentava difetto, rispetto agli standard abituali richiesti da esigenti avventori quali i burricchi Triumviri.
La recriminazione più evidente che possiamo a questo proposito sollevare, e che inevitabilmente rivisita il giudizio complessivo al di sotto di una frettolosa preparazione di stampo casalingo, è la temperatura eccessivamente fredda con cui sono state servite le pietanze. Un breve passaggio al microonde, per il quale in altri contesti avremmo gridato allo scandalo, sarebbe stato invero il male minore.

Il Corso – Insalata


Olive in salamoia, insalata di granchi sedano e cipolle, cardi selvatici e polpo con aceto balsamico, surimi di merluzzo, frittelle di pesce (non meglio identificato), fagioli tonno e cipolle, una più articolata insalata di sottaceti vari – di cui non possiamo fornir maggior dettagli per una sorta di amnesica rimozione – , costituivano il complesso degli antipasti “freddi” propostici.
Una ulteriore  fase di portate “calde” si sarebbe (per quanto intuito osservando i tavoli vicini) dovuta articolare nella presentazione di un piatto di cozze marinate e uno di bocconi di mare.
Le prime sono puntualmente arrivate, non così i bocconi, forse per effetto di una troppo frettolosa istanza da parte dell’Ing.Marrocu, che premeva ordinare quanto prima il piatto successivo.
Data la qualità delle cozze in sé, dobbiamo dire che nessuno dei Triumviri ha particolarmente rimpianto il non aver potuto assaggiare i bocconi.
Il primo piatto ordinato seguendo le indicazioni del sig.Luciano, è stato comune a tutti i tre: penne alla bottarga, ricci di mare e caviale, certamente altisonanti nella indicazione, ma decisamente non all’altezza, alla severa prova del gusto.

Il Corso – Grigliata mista


Nota positiva del pranzo invece, l’intermezzo alimentare intercorso tra il primo e il secondo: una semplice e composita porzione di verdure fresche e genuine quali sedano, ravanelli di stagione e carote.
Una appariscente grigliata mista costituiva poi il secondo piatto scelto, esclusivamente declinato, ad onor del vero, in alcune spigole ben poco saporite – e di piccole dimensioni -, e in pochi seppur gustosissimi gamberi; il tutto servito su di un letto di verdure e decorato con spicchi di limone.
Escludendosi la possibilità di degustare i dolci della casa, i tre sono passati direttamente agli amari, prefigurando l’opportunità di consumare altrove il rituale caffè di fine pasto.
Jegermeister quindi per il Raschione e l’Ing.Marrocu, Cynar classico per Jesus.

Costo complessivo del pranzo 25€ cadauno, che in virtù di qualità e servizio offerti dal ristorante potremmo valutare 5€ al di sopra della quota ideale. Il giudizio complessivo non può non risentire della qualità media complessiva delle pietanze proposte, per la quale è inevitabile la seguente sintesi valutativa.


VALUTAZIONE “Il Corso, da Luciano”: Un Burriccu.
Ristorante Il Corso, da Luciano Indirizzo: Corso V. Emanuele II 78, Cagliari
Telefono: 070 662690    [mostra in google maps]
 

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feb 20 2011

Ristorante Tarvenae Arke’ – Quartu S.E.

 Scritto da Jesus | 2 commenti | Commenta

Arke' - Interno

Arke' – Interno


In principio fu l’Arché. Ente generatore, cosmologica essenza, ordine primo, eterea sostanza di tutto ciò che è sensibile e, di certo, intelligibile.
Da Talete a Spinoza,  da Anassimandro all’architetto Mangoni; quanti illustri filosofi, per preziosi istanti, ore e finanche anni del loro tormentato cammino, hanno sottratto all’inarrestabile correre del tempo, all’interminabile circolo dell’esistenza, il genio limpido del proprio pensiero, nel puro esercizio metafisico del limite umano…
Ed eccoci immaginare, duemilacinquecento anni fa, Eraclito di Efeso, innanzi ai bracieri di una antica taverna greca, adagiar le proprie membra per discutere e ragionare sull’essenza e sul calore di quel fuoco che pareva, in quell’istante di sospensione del pensiero, in quell’attimo di osservazione e rapimento – che tutto così naturalmente lasciava scorrere – l’origine ultima e prima delle cose.

Arke' - Zuppa cozze e arselle

Arke' – Zuppa cozze e arselle


Parecchi secoli più tardi, una triade di pensatori nobili (Jesus, Raschione Ettore, Ing.Marrocu), di nobile lignaggio – o se più piace, di aìnino pedigree – spinti dall’eterno fuoco della gozzoviglia e della lussuria alimentare, si accingevano a filosofare su una nuova incombente crapula settimanale, adagiando le stanche membra su accomodanti basamenti, per predisporre e disporre un’altra sospensione di pensiero, un ponderato deliquio dei sensi, in luogo di un parimenti nobile libito mandibolare.
Ricettacolo del solenne rito, il Ristorante Tarvenæ Arke’, al principio del nobile (il Raschione Ettore, è a V.stra disposizione per spiegare il perché) Viale Colombo di Quartu S.Elena, che giusto in quel punto confluisce nell’altisonante Viale Marconi, quasi a trasfigurare il circolo ininterrotto di un’inafferrabile inizio e di una indeterminabile fine.

Arke' - Gamberi carciofi bottarga

Arke' – Gamberi carciofi bottarga


Il ristorante si affaccia quindi all’origine del punto di convergenza geometrico tra i due succitati viali, che creano una sorta di ampia isola pedonale, in buona parte invasa dagli spazi del ristorante, a mo’ di gazebo coperto ed esterno alla sala principale. Quest’ultima viene interrotta, nella sua continuità ideale, da un breve accogliente vestibolo, che si risolve dopo un rapido salir di scale, accompagnato dalla fastosa luminosità di uno splendido cesto di agrumi.
Altrettanto splendida e luminosa è quindi, seppur di dimensioni piuttosto limitate, la sala interna.
Nonostante l’intento semiotico di arredi ed ornamenti non appaia consapevolmente espresso, l’impatto complessivo è quello di un ben riuscito sincretismo tra la prorompente modernità dello scorrere urbano – che si fa largo per mezzo delle ampie e luminescenti vetrine – e un più ricercato impegno di colori e luci soffuse, che col ben dosato impiego di tonalità dal rosso pompeiano all’ocra egizio, riconduce il pensiero dall’attuale fredda espressione del nostro presente, alle più antiche e calde atmosfere del romantico tempo passato.

Arke' - Insalata gamberi sedano pomodori

Arke' – Insalata gamberi sedano pomodori


Il servizio di sala, è garantito, per la maggiore, da una giovane gentile cameriera, piuttosto solerte negli intenti, ma nel complesso piuttosto acerba.
Contrattiamo con lei la serie di antipasti di mare più graditi, in contrapposizione alla rigidità degli assaggi proposti dal menu, e congiuntamente già fissiamo nei primi piatti, il termine ultimo del pranzo, per effetto di un contingente impegno alimentare già fissato per la sera.
Ad ogni modo intelligentemente ci viene proposto l’assaggio di un primo di mare e uno di terra, in luogo di una preferenza monofonica.
Assecondiamo con sospetto la proposta di accompagnare le pietanze ad un semplice vinello bianco della casa – rivelatosi infatti piuttosto mediocre – manifestata, forse, a dileggio di una scelta più prestigiosa, per effetto della primitiva impressione che tre affamati burricchi possono destare.

Arke' - Polpo in agrodolce

Arke' – Polpo in agrodolce


Diciamo subito, invero, che la sequenza di antipasti arrivata agli occhi e sotto le fauci dei Donkey, è stata veramente apprezzabile. Ingredienti genuini, abbondanza delle pietanze e splendida presentazione, costituiscono senza ombra di dubbio il punto di forza del ristorante Tavernæ Arke’.
Si inizia con una splendida fantasia di gamberi, carciofi amari e bottarga, esteticamente impreziosita da una rosellina (ringraziamo il Raschione Ettore per la delicata espressione poetica) di carota sfoglia. Seguiva una deliziosa insalata di gamberi, sedano e pomodori, un meno eccellente polpo in agrodolce con aceto balsamico (forse un po’ troppo duro).

Arke' - Fritto misto

Arke' – Fritto misto


Seguiva ancora una impressionante quanto squisita zuppa di cozze e arselle, accompagnata da un letto di pane carasau e bruschette inzuppate.
La qualità e il sapore delle cozze è segnalabile come tra le più buone sperimentate dal palato degli esperti burricchi, nella loro lunga peregrinazione.
Altrettanto notevole il piatto successivo: un sfolgorante assortimento di gamberi, passere di mare, calamari, (forse) meduse, triglie fritte su un letto di pane carasau, spaghetti fritti e ornamento di limoni a fette. Buonissimo! Un’ultima cosa degna di segnalazione, nell’ambito degli antipasti e non solo, la bontà e la fragranza del pane che ne guidava l’incedere.

Arke' - Trofiette pecorino e Linguine all'astice

Arke' – Trofiette pecorino e Linguine all'astice


Contraddittorio invece il giudizio che dobbiamo esprimere, nostro malgrado, per il binomio che ha caratterizzato l’assaggio dei primi piatti. Da un lato il primo di terra: trofiette al pecorino, carciofi e guanciale; sull’altro fronte una tipica espressione della cucina di mare: linguine all’astice.
Parliamo di contraddizione in luogo del frapporsi di tre differenti giudizi, positivi e negativi, che si rivolgevano, più o meno simmetricamente e indistintamente, verso il piatto di terra o di mare, da parte di ciascuno dei prestigiosi commensali.
Complessivamente, comunque, non possiamo giudicare queste portate lontanamente all’altezza della magnificenza degli antipasti.

Arke' - Affogato al cioccolato

Arke' – Affogato al cioccolato


Arrivati a questo punto del pranzo, gli ormai satolli Triumviri non intendevano comunque negarsi la tradizionale e liturgica esperienza del dessert.
Mentre Jesus e il Raschione Ettore, recedevano dalla prima linea di una battaglia iper-calorica, richiedendo un semplice sorbetto al limone, allungato con vodka – che ad onor del vero è risultato penoso – l’irriducibile Ingegner Marrocu ordinava una splendida coppa di affogato al cioccolato con panna e nocciole, da lui stesso definito «delizioso», alla richiesta di giudizio da parte della curiosa cameriera.
Il pasto si è concluso con tre caffè, con un liquore alla liquirizia per il Raschione e una grappa barricata per Jesus.
Da notare l’anomala astemìa dell’Ingegner Marrocu, protratta – ad eccezione del contingente assaggio del «discreto (leggi mediocre)» vino bianco – per l’intero pasto e determinata da un eccesso di inserimento etilico negli avvenimenti intercorsi la sera prima.
Costo del pasto cadauno 30€, da ritenersi adeguato rispetto alla qualità di quanto consumato e del servizio offerto.

Riguardo al giudizio finale, non possiamo non sottolineare la splendida ambientazione del ristorante e l’eccellenza degli antipasti. Il servizio complessivo, qualità dei primi piatti, del vino e del dolce, non sono risultati invece all’altezza. A malincuore, quindi non possiamo che assegnare due soli burricchi, accompagnati da una menzione speciale per la ricercatezza estetica del locale.



VALUTAZIONE “Tavernæ Arke’”: Due Burricchi con menzione speciale.
Ristorante Tavernæ Arke’ Indirizzo: Viale Colombo 3, Quartu S.E.
Telefono: 070883663   [mostra in google maps]
 

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feb 17 2011

Ristorante Vineria Enò – Cagliari

 Scritto da Jesus | 3 commenti | Commenta

Enò - Interno

Enò – Interno


Già delusi per la mancata rituale recensione in quest’ultimo fine settimana, causata da uno spiacevole quanto incomprensibile forfait dell’altrimenti onnipresente Raschione Ettore (per lui censura grave), i nostri più assidui ed esigenti fan possono oggi ritrovare, grazie alla vena singolare e irriducibile del pervicace Jesus, motivo di soddisfazione ludico-alimentare.
Prendendo spunto da una accidentale quanto gradita contingenza professionale, il vostro amato coglie infatti l’occasione per improvvisare una estemporanea ciccionata infra-settimanale, in compagnia di stimati colleghi, sincretizzando una informale colazione di lavoro, con il più disimpegnato esercizio estetico della forchetta.

Enò - Tris di mare

Enò – Tris di mare

Luogo di incontro, professionale e ludico quindi, è il ristorante-vineria Enò, sito in Cagliari, all’angolo tra Via Carlo Felice e Via Angioy, poco distante dal palazzo del Municipio sito nella storica Via Roma.

Gli ambienti sono concepiti e strutturati seguendo un elegante equilibrio, capace di relazionare l’anima di una vineria di ricercata raffinatezza e il carattere di un ristorante d’atmosfera; organizzati su due livelli, il più alto dei quali viene dedicato alla degustazione dei vini, esercitata accomodando gli avventori su slanciati tavolini in stile neoclassico, mentre la sala principale è celata nel ventre del ristorante, a cui si accede discendendo una solida scala in legno, color vinaccia. Numerose bottiglie di prestigiose cantine sono disposte su graziose mensole alveari, ovvero adagiate su di piccole nicchie, occasionalmente integrate nella muratura color crema.

Enò - Zuppetta Cozze e arselle

Enò – Zuppetta Cozze e arselle


Il servizio in sala è affidato ad un giovine cameriere, parecchio gentile ed efficiente, anche se episodicamente disattento, probabilmente per effetto dell’impegno fisico profuso nel frequente viavai, inevitabilmente prodotto nel periglioso scendere e salir per le altrui scale…
Occasionali Donkeys che accompagnano Jesus in questa inusuale avventura culinaria, sono: il Burriccu Pg, le dottoresse Brunetti e Vargiu e, non ultima, la sempre autorevole e monitorante Pat.
La scelta comune è quella di procedere con un antipasto “leggero” e un piatto successivo – primo o secondo – in accordo con i gusti personali di ciascheduno.
Unica eccezione a questa efficace e ben sperimentata progressione, l’intenzione non comune della Dottoressa Brunetti, che preferiva consumare una portata unica ed attingere dal piatto del Burriccu, all’abbisogna (vedere inciso linguistico del Dottor Soranzo nei commenti, ndr.).

Enò - Flan di Zucca e gamberi rossi al lardo

Enò – Flan di Zucca e gamberi rossi al lardo


Nessuna bottiglia di vino ad accompagnare il pasto della conventicola; situazione singolare, considerando che la naturale condizione d’eccellenza da parte del ristorante, è da ricercarsi nella variegata e prestigiosa carta dei vini. Unico ad assumersi un certo grado di responsabilità etilica è il vostro aedo, che si concedeva il calice di un ottimo vino bianco suggerito dal cameriere, tanto buono da produrgli in seguito una insolita amnesia sul dettaglio etimologico.
Ci riproponiamo di presentare alla comunità scientifica internazionale, non appena le condizioni dell’interessato lo rendano possibile, le conclusioni sull’autoanalisi seguita a tale gustoso atto mancato, in virtù dell’evidente interesse psicopatologico.

Enò - Paccheri ai Ricci di mare e asparagi

Enò – Paccheri ai Ricci di mare e asparagi


L’esordio della cucina di Enò, in questa occasione è stata più che positiva. I piatti ordinati, quasi per la totalità scelti tra quelli vistosamente consigliati su una apposita lavagna sul muro, si sono rivelati di ottima fattura e discreta presentazione estetica.
Tris di mare per il Burriccu Pg, composito di carpaccio di salmone e orata,  marinata di spigola con agrumi e carpaccio di polpo; scenografico Flan di Zucca e gamberi rossi al lardo per Pat e la Dottoressa Vargiu, mentre Jesus si deliziava con una eccellente “Zuppetta Cozze e arselle”, consumata con lasciva perizia, e meschinamente violentata dal lubrico intervento delle scarpette del Burriccu Pg e della dottoressa Vargiu.

Enò - Raviolini di pesce spada e pistacchi

Enò – Raviolini di pesce spada e pistacchi


Altrettanto degni di nota, i primi piatti comandati dai cinque commensali. Spettacolare il primo piatto scelto dal burriccone: Raviolini di pesce spada affumicato e pistacchi, che Jesus non ha potuto evitare di assaggiare, rimanendone felicemente impressionato.
Come già accennato, la dottor.ssa Brunetti consumava un’unica pietanza, cucinata con originale impiego degli ingredienti – Filetto di orata ai carciofi e arselle – mentre Jesus e la dottor.ssa Vargiu potevano cimentarsi in una meno facilmente interpretabile pietanza, caratterizzata da un certo audace miscelamento di sapori: “Paccheri ai Ricci di mare e asparagi”, ottimi nella intenzione ma imperfetti nei dosaggi, troppo poco marcati in istanza ai ricci di mare.

Enò - Filetto di orata ai carciofi e arselle

Enò – Filetto di orata ai carciofi e arselle


Ultima, e ancora non ultima, la scelta di Pat, di sicuro disallineata rispetto alla lussuria alimentare esercitata dai meno salutisti commensali. Una semplice Insalata mediterranea, della quale non è nostra intenzione sentenziare la salubrità, in funzione di un possibile mancato godimento d’altra natura: la dieta (sensibile o intelligibile che sia) è uno dei mali da estirpare in questa nostra decadente società!
Terminata tale maestosa ondata di portate, si decideva, di concerto e con malcelato entusiasmo, il concedersi di un’ultima fatica culinaria prima del congedo.
I dessert che sono seguiti, dobbiamo dire, non sono risultati però all’altezza delle precedenti pietanze.
Il solo fatto dell’esser serviti con posate dissennatamente inadatte (cucchiai e forchette!) esclude una qualsiasi ipotesi di contributo positivo al giudizio complessivo finale.


Enò - Macedonia di frutta

Enò – Macedonia di frutta

Enò - Tiramisù

Enò – Tiramisù

Enò - Sfogliatina frutti di bosco

Sfogliatina frutti di bosco


Nella fattispecie, la dottoressa Brunetti ha scelto una macedonia di frutta, Jesus e Pat un gravemente acquoso tiramisù, mentre Pg e la dottoressa Vargiu hanno optato per una meno banale “Sfogliatina ai frutti di bosco e crema di vaniglia”. Dopo cinque caffè e due amari (Mirto per Jesus, Liquirizia per Pg) sono state dichiarate concluse le ostilità. Prezzo rilevato cadauno 29€,  giudicabile adeguato rispetto quanto consumato.

La nostra sinossi conclusiva, non può sottrarsi dal mettere in evidenza la ricercatezza dell’atmosfera del Ristorante Enò, l’attenzione per particolari non comuni – quali la preparazione del personale e della cucina in ordine alle intolleranze alimentari – ,la innata e indisccussa eccellenza della cantina e (a tratti) delle pietanze proposte.
Il giudizio finale risente però di alcuni palesi anomalie (vedi servizio e qualità dei dolci) che ipotizziamo essere episodiche, ma che – hic et nunc – fatalmente e irrimediabilmente incidono.



VALUTAZIONE “Enò”: Due Burricchi con menzione speciale.
Ristorante Vineria Enò Indirizzo: Vico Carlo Felice 10/12, Cagliari
Telefono: 0706848243    [mostra in google maps]
 

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feb 6 2011

Ristorante Da Cesare (Caesar’s Hotel) – Cagliari

 Scritto da Jesus | 8 commenti | Commenta

Da Cesare - Winner

Da Cesare – Samuele, the Winner


Ecco a voi di nuovo gli amati/odiati Donkeys, che in questa attesissima giornata di particolare sincretismo, prodottosi tra l’ebdomadario appuntamento culinario dei Triumviri – ahimè, una volta di più declinati nel succedaneo “Biumviri” per la sfortunata defezione dell’Ing. Marrocu – e il felice epilogo del grande concorso “Il pranzo è servito, una giornata da burriccu!“, ha visto il tangibile concretizzarsi del singolare guiderdone (che il senso sia benevolo o meno, ci sarebbe da discutere) assicurato al fortunato vincitore. Diamo quindi il benvenuto al “Donkey per un giorno”, il nostro assiduo lettore e fan Samuele, che più volte si è distinto nel segnalare ai redattori di questo sito, locali di eccellente e indubbio interesse alimentare, e non solo. Very Welcome to Donkey Challenge Samuele!

Da Cesare - Interno

Da Cesare – Interno


Ad accompagnare il vincitore, in questa leggendaria avventura, un personaggio ben sperimentato alla severa magniloquenza della nostra cronaca. Trattasi dell’ex-Triumviro, oramai esclusivamente emerito, Burriccu Pg, per i quali i nostri fan più attenti porteranno un nostalgico ed acceso ricordo. 
I destini del Burriccu Pg si intrecciano inevitabilmente con la figura terza, ospite della giornata, la dottoressa Brunetti, il cui volto e l’araldico richiamo potrebbe non destare particolari reminiscenze a parecchi di voi («machinic…esti?!»), ma dalla quale possiamo assicurare il provenire di un incidentale e pesantissimo contributo al fatale realizzarsi degli avvenimenti di questo Blog. E si noti come sia facile passare dal superlativo “pesantissimo” al sostantivo “Zavorra”.

Da Cesare - Petali di Salmone

Da Cesare – Petali di Salmone


Il ristorante scelto per l’incontro è il celeberrimo “Da Cesare”, locale piacevolmente integrato nel complesso architettonico dell’altrettanto noto (che classe) Hotel Caesar’s ★★★★, a sua volta meno piacevolmente integrato in una struttura che dall’esterno appare similare a quella di un anonimo centro commerciale, mentre al suo interno potremmo definire luminosamente accattivante.
All’ingresso del ristorante il gentilissimo personale ci fa accomodare in una delle varie sale interne, il cui tema marinaresco è trasfigurato nel raffinato (a proposito di questo giudizio segnalo la discordanza di opinione tra i vari ospiti, ma si sa che è quella di Jesus che conta!) utilizzo del colore azzurro  per  la parete principale, impreziosita da alcune tele, risaltate con raffinatezza da un sistema di illuminazione ad-hoc.

Da Cesare - Gran misto mare

Da Cesare – Gran misto mare


Il nostro tavolo, discretamente spazioso e di splendida forma circolare, appariva da subito, come tutti i coperti della sala, elegantemente ed ottimamente apparecchiato. Potevano finanche notare degli splendidi candelieri a tre fiamme in stile inglese, disposti su una lunga tavolata che di lì a poco avrebbe accolto una compagnia di coloriti e rumorosi avventori.
Il personale del ristorante è numeroso, attento, composto, preparato, gentilissimo e, a dir poco, professionalmente ineccepibile!
Appena accomodati, dopo aver diligentemente sistemato i nostri soprabiti nel guardaroba, ci venivano offerti degli stuzzichini composti da bruschette all’olio, pane carasau e un trittico di squisite salsine: ai ricci di mare, ai pomodori secchi e casu axedu, alle patate, pecorino e burro. Il tutto accompagnato dal brindisi proposto con un ottimo e gradito spumante di benvenuto. Bravi!

Da Cesare - Antipasto vegetariano

Da Cesare – Antipasto vegetariano


Oltre alla notevole preparazione del personale, rimarchiamo subito la encomiabile e non comune attenzione del ristorante “Da Cesare”, nei confronti degli avventori che mostrano una qualche sorta di intolleranza alimentare. Lo stesso menu cartaceo si presenta con una serie di immediate indicazioni stilizzate, ad evidenziare quali possano essere le pietanze controindicate per persone celiache, intolleranti al lattosio, e via discorrendo. Ugualmente, le bruschette per gli stuzzichini e il pane in generale, vengono preparati a parte se serviti ai commensali con problemi di questa natura.
Esordendo con tali ineccepibili premesse, non ci saremmo aspettati per questa ciccionata, nulla di meno che un pasto di fattura regale. Ed infatti così è avvenuto.

Da Cesare - Risotto cannonau zabaione

Da Cesare – Risotto cannonau zabaione


Raccolti i consigli del meticoloso cameriere, in merito ad un incedere del nostro pasto sullo stesso tema della sala che ci accoglieva, I tre ex Triumviri ufficiali, Jesus, Raschione e Pg, ricondotti ad una reminiscente singolare armonia, ordinavano il medesimo Gran misto mare. Il neo Donkey Samuele sceglieva invero un meno variopinto e più salutare antipasto tiepido “vegetariano”, mentre la Dottoressa Brunetti si lasciava rapire da un maestoso piatto di “Petali di salmone marinato, con ovaline di bufala e scaglie di bottarga di muggine”.
Nella fattispecie il Gran misto mare si articolava, topologicamente distribuito sui quattro quadranti di uno splendido cristallo rettangolare (equilatero ed equiangolo), in una gustosa e delicatissima cernia preparata in agrodolce (simil scabecciu), un assaggio di gamberi su un letto di ceci rucola e aceto balsamico (sublimi!),

Da Cesare - Trofiette ricci bottarga

Da Cesare – Trofiette ricci bottarga


del tonno tabarchino fresco accostato a bianche cipolle sottaceto (per Jesus il meno significativo dei quadranti, ma de gustibus…), e una splendida insalata di polpo, gamberi e seppiette. Buonissima!
L’antipasto tiepido vegetariano si componeva – verosimilmente – di un ottimo tortino conoidale con melanzane spinaci e piselli accompagnato da rucola fresca, assaggio di rotolo con prosciutto e melanzane, una sorta di melanzane panate su un letto di radicchio trevigiano, un non meglio identificato tortino di verdure e, dulcis in fundo, un assaggio di pomodori freschi impreziosito da pesto alla genovese e decorato con foglie di basilico.
Potendo definire auto-esegetica la titolatura dei “petali di salmone” prima citati, scelti come antipasto dalla D.ssa Brunetti, non ci resta che sottolineare l’estrema cura con cui le varie portate sono state presentate agli ammirati commensali.

Da Cesare - Gnocchetti all'acqua bianca

Da Cesare – Gnocchetti all'acqua bianca


Da segnalare inoltre il vino consigliato e scelto grazie all’esperto Samuele, per guidare gli antipasti e tutti i piatti successivi: Tuvaoes, vermentino di Sardegna D.O.C. delle cantine vinicole di Giovanni Cherchi, Usini (SS), il cui gusto secco e il retrogusto amarognolo si sposavano splendidamente con la natura dei sapori di mare sovrintesi; rimarchiamo inoltre, qualora ve ne fosse necessità, l’estrema cura ed elegante maestria con le quali l’esperto sommelier si è diligentemente profuso, nella presentazione e apertura di due identiche successive bottiglie, consumate dai crescentemente avvinazzati burricchi: che classe!
Conclusasi questa prima ottima ondata di pietanze, dopo una salutare e non fastidiosa attesa, addolcita dalle adeguate melodie del sottofondo soft-jazz diffuso in sala, i sei (vedi commento di Samuele, ndr.) commensali potevano dedicarsi ai primi piatti scelti.

Da Cesare - Risotto nero di seppia e Cozze

Da Cesare – Risotto nero di seppia e Cozze


Partiamo dall’originalissimo Risotto al cannonau e zabaione al parmigiano scelto dal Donkey Samuele, per il quale Jesus non si è sottratto ad un incuriosito frugale assaggio. A dir poco, ottimo. 
Il Raschione Ettore e il Burriccu Pg si dedicavano invece a delle Trofiette ai ricci di mare e bottarga, la cui qualità possiamo ricondurre alla medesima armonia di sapori della sublime salsina assaggiata nell’esordio del pranzo: spettacolo!
Ineccepibili gli Gnocchetti all’acqua bianca, con pecorino ricotta e bottarga scelti da Jesus, mentre una incontentabile Dr.ssa Brunetti riusciva a lamentarsi di un buonissimo Risotto al nero di seppia e cozze, perché, a suo dire, la sfumatura cromatica non appariva in linea con lo stereotipato immaginario comune, salvo poi venire “redarguita” dall’erudito cameriere, che improvvisava una breve ed esplicativa lezione sulle differenti gradazioni e dosaggio del nero, al fine di pesare e armonizzare la sinossi di sapori del piatto finale.

Da Cesare - Dessert Esageriamo

Da Cesare – Dessert Esagerazione


Esclusa la possibilità di frapporre un secondo piatto tra il primo e i dolci di fine pranzo, anche in virtù di un serale culinario/sportivo appuntamento dei due Biumviri ufficiali, in compagnia della bella e telegenica V. (leggi vuppuntato), congiuntamente e senza indugi i sei ordinavano il “Dessert Esagerazione” della casa; una serie di abbondanti e buonissimi assaggi di vari dolci: tartufo con cuore di cioccolato, gelato alla fragola con cioccolato bianco, gelato di mascarpone, semifreddo passito con noci e caffè, crème brulée, semifreddo con crema di cioccolato. Una delizia per il palato!
Caffè (manco a dirlo ottimamente servito e presentato) e ammazzacaffè vari (acquavite per Jesus, liquore di liquirizia per il Raschione e Pg) hanno concluso il sontuoso e fiero pasto.


Naturalmente, in questa particolare circostanza, in cui veniva idealmente premiata l’affettuosa partecipazione di tutti i nostri fan alle iniziative del Donkey Challenge,  il costo complessivo della iniziativa è stato interamente sostenuto dalla matrigna compartecipazione della
SeuDeu™ Productions (www.seudeu.com).
Motivo per il quale, non sveleremo come nostro solito il prezzo risultante cadauno.
Possiamo dirvi però, per dovere di cronaca, che quanto pagato è assolutamente proporzionato alla eccellente qualità di quanto propostoci e del servizio ricevuto, e anzi ben inferiore a quanto elargito in meno positive circostanze o al costo che ci si aspetterebbe per un ristorante rinomato e di gran classe come “Da Cesare.”.
Ovviamente ai vertici della nostra personale classifica.



VALUTAZIONE “Da Cesare”: Quattro Burricchi con menzione speciale.
Ristorante Da Cesare Indirizzo: Via Darwin 2/4, Cagliari
Telefono: 070340750    [mostra in google maps]
 

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feb 4 2011

Un giornata da burriccu: Risultato ufficiale

 Scritto da Jesus | 2 commenti | Commenta

Carissimi fan, pubblichiamo con orgoglio e ammirazione il nome del fortunato vincitore, del concorso “Il pranzo è servito, una giornata da burriccu“.

1° Classificato. Samuele.
2° Classificato. (Ex aequo) Chef Orsini, Dottor Soranzo.
3° Classificato. Selene.

 

Il vincitore ufficiale si presentava con il seguente Menu.

Antipasto. Insalatina tiepida di moscardini su un letto di rucola, concassé di pomodori pachino e riduzione all’aceto balsamico.

Primo piatto. Crepes integrali di grano saraceno ripiene di verdure stufate e gamberi.

Secondo piatto. Gamberi gratinati con guanciale e panatura alle erbe aromatiche.

Dessert. Torta al cacao e pere con crema all’arancia e ganache al cioccolato. Angialis: vino passito delle cantine Argiolas.

 

Il vincitore parteciperà domani alla ciccionata dei Donkeys, mentre per quanto riguarda tutti  (e solo) gli altri concorrenti (saliti sul podio o meno) che hanno voluto partecipare alla nostra iniziativa, dimostrandoci affetto e partecipazione, verranno riconsiderati per ulteriori iniziative dei prossimi mesi. Chi invece per disamore o mandronia non ha voluto seguirci… beh c. suoi!


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